Consulenti, la cultura fa la differenza

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Consulenti, la cultura fa la differenza

Come si sta evolvendo, a vostro avviso, la domanda di formazione dedicata ai consulenti finanziari? Come potrà incidere in tal senso la Mifid 2?
Sicuramente siamo all’interno di un processo virtuoso in cui, anno dopo anno, l’attenzione dei professionisti verso questo aspetto è sempre maggiore. Credo che Mifid 2 abbia infatti ribadito il concetto che la formazione debba essere di altissimo livello e uniformata per tutta la categoria dei consulenti. Il mio auspicio è che chiunque offra servizi in questo ambito segua i nostri standard di qualità e di certificazione. La sola differenza sarà tra chi fa cultura e chi dimentica la centralità della stessa. Non devono esistere differenze tra categorie professionali, dato che tutti abbiamo come ultimo obiettivo la tutela degli interessi dei risparmiatori.

Come si caratterizza la vostra offerta formativa e cosa secondo voi la rende particolarmente appetibile per un professionista della finanza?
La formazione è sempre stata un punto centrale dell’operato di Anasf e in tal senso siamo sempre stati degli anticipatori, forti anche della certificazione garantita Efpa. Come responsabile dell’area formazione e rapporti con le università, ho voluto prodigarmi in una riorganizzazione dell’offerta formativa, anche se si trattava di un ambito già molto ricco e apprezzato. Questo processo è passato sia dalla definizione di nuovi argomenti e titoli, ma anche attraverso la riflessione su nuove modalità di esposizione durante gli incontri. Allo stato attuale, i nostri seminari si articolano in due aree operative complessive: quella relativa ai temi di scenario e l’altra che concerne le questioni tecniche. Nell’ambito di queste due aree, abbiamo organizzato svariate soluzioni con una moltitudine di docenti provenienti dai più prestigiosi atenei nazionali ed esperti di formazione. Alle 19 tappe svolte hanno partecipato, in occasione dell’ultima tornata formativa, oltre 2mila consulenti. Se vogliamo parlare di novità, abbiamo recentemente lanciato per la prima volta un seminario sulla prevenzione fiscale, mentre sul tema della previdenza abbiamo deciso di proporne uno organizzandolo per capitoli con rispettivi incontri. Puntiamo ad appuntamenti ricorrenti, sfruttando l’entusiasmo e l’apprezzamento mostrato dal pubblico, come nel caso degli eventi che proporremo che vedranno la partecipazione di Patrizio Oliva, atleta che oltre a essere stato insieme a Benvenuti il miglior pugile italiano, è ormai da tempo una figura di spicco nel coaching motivazionale. Con Patrizio infatti ripartiremo con alcuni Anasf day tra settembre e ottobre, per poi riprendere da febbraio i seminari.

Quali sono secondo voi le caratteristiche essenziali, sia a livello di competenze tecniche che di propensioni caratteriali, che un consulente finanziario moderno dovrebbe avere? Nei prossimi anni cambierà qualcosa?
Un consulente deve essere capace di acquisire competenze sempre più a 360 gradi, al fine di consolidarsi come riferimento per le esigenze di gestione del patrimonio e degli obiettivi finanziari dei propri clienti. Guardando a quello che potrebbe essere lo sviluppo futuro della formazione in Anasf, sicuramente ci sono temi che fino a ora sono rimasti ai margini della nostra proposta per questioni di tempo. Penso per esempio alla finanza sostenibile, al tema successorio-passaggio generazionale e alle neuroscienze. Inoltre svilupperemo un modello seminariale che punta sempre di più ai giovani, guardando con decisione alla digitalizzazione. Infine proporremo un seminario in lingua inglese, per essere ancora più internazionali e attrattivi.

FONTE:http://Blue rating

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